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Torre Tellaria (Sec. X - XI)

immagine ingrandita Torre Tellaria - Vista Esterna (apre in nuova finestra) La presenza di una torre evoca immediatamente un vissuto storico medioevale popolato da nobili e popolani, soldati e cavalieri, mercanti ed artigiani, feste e cortei, ma anche guerre e distruzioni.
Pont, che conobbe il suo primo grande sviluppo proprio nel medioevo, di torre ne ebbe più di una: il campanile della chiesa di Santa Maria, torre di guardia dei De Doblatio, la Ferranda e la Tellaria, che ancora dominano il paesaggio, con le loro possenti strutture, dall'alto dei poggi su cui vennero costruite; la torre del Castrum Pontis, di cui resta una scheggia di fronte alla Ferranda ne sono la testimonianza.
La Tellaria, come le altre torri, faceva parte di un "castrum", cioè di una costruzione destinata ad ospitare i soldati ed i loro armamenti, le vettovaglie e quant'altro potesse essere utile alla sopravvivenza in caso di assedio e fungeva da torre di guardia e di difesa essendo fortificata.
Il "Castrum Thelarii", sorgendo sul poggio all'ingresso della valle Orco, era deputato al controllo e alla difesa della stessa e del ricetto sottostante costituito da casupole abitate da contadini e artigiani al servizio del "castrum".
La tradizione attribuisce la costruzione delle torri ad Arduino di Ivrea e le fa risalire all'epoca della guerra con l'imperatore Enrico II° e all'assedio di Sparone (1004-1005); in realtà gli storici ritengono che siano state erette, fra il X° e l'XI° sec. dai conti De Canavise, poi divisisi in Valperga e San Martino.
immagine ingrandita Vista dalla Torre Tellaria (apre in nuova finestra) Molte le ipotesi legate al nome: Tellaria potrebbe derivare da "tell", che significa rilievo formato dall'accumulo di detriti lasciati da insediamenti precedenti ( e Tellario è il toponimo che indica una zona palafitticola abitata in epoche molto antiche); da "tle" cioè dalla presenza di sbarre di ferro incastrate nelle aperture per impedire l'accesso; dall'uso dei "tler" cioè di particolari telai in ferro per muovere le macchine belliche usate per il lancio di pietre e frecce; dai "tëj" cioè i tigli presenti sul pianoro e tuttora ricordati dal toponimo Montiglio.
La Tellaria apparteneva ai San Martino come il castrum Pontis, i Valperga erano invece i proprietari della Ferranda; le due famiglie erano in costante discordia per il possesso del feudo di Pont che era indiviso e numerose furono fra loro le azioni di guerra Pietro Azario, storico, nel "De Bello Canapiciano" del 1362 racconta della guerra del Canavese che vide contrapposte le due famiglie dal 1339 al 1343 e ci fornisce la prima descrizione dei castelli di Pont; i contrasti fra le due famiglie continuarono nei secoli ed i castelli vennero più volte saccheggiati.
Il Tellurio subì pesanti danni nel 1383 e fu oggetto di saccheggio durante il Tuchinaggio; nel 1552, all'epoca della guerra franco-spagnola, che vide ancora una volta i Valperga e i San Martino in campi avversi, subì la distruzione ad opera delle truppe di Cesare Maggi, al soldo degli Spagnoli, nonostante fosse fortificato e dotato di un ballista per il lancio delle pietre.


Storie e leggende...

Legate alla presenza delle torri sono sorte nel tempo numerose leggende; la più nota è certamente Madama Rua, la misteriosa signora che abitava la Tellaria e mangiava i bambini, trasformatasi in corvo per non lasciarsi catturare dagli abitanti di Pont inferociti.
immagine ingrandita Inaugurazione del parco della Torre Tellaria il 21 giugno 2008 (apre in nuova finestra) La tradizione racconta che le due torri sarebbero state collegate da passaggi sotterranei, veri e propri camminamenti che dovevano servire per far fuggire i soldati e gli abitanti del borgo verso le montagne o la pianura in caso di incursione di soldataglie o briganti.
Duranti gli scavi per la posa del primo vero acquedotto di Pont (1939) vennero trovati dei cunicoli, simili a gallerie, che si diramavano in svariate direzioni e si tornò a parlare di passaggi segreti che mettevano in comunicazione Santa Maria con la Ferranda per proseguire poi verso la Tellaria e arrivare a Santa Croce di Sparone.
Secondo la leggenda sarebbero stati i soldati di Arduino a costruirli per far giungere al re assediato a Sparone i rifornimenti necessari; è intuibile che è più probabile che i cunicoli siano cantine e depositi per legna e carbone e che, al massimo si possa ipotizzare qualche via di fuga verso l'esterno dal centro del borgo in direzione dei campi che lo circondavano.
Anche i cunicoli hanno dato origine a leggende: Cugnet, il piccolo gnomo buono che fa addormentare i bambini con la polvere dorata delle stelle e Furicc, lo gnomo dispettoso e birichino sono solo due degli abitanti dei sotterranei segreti dove un discreto numero di folletti continua ad ammassare l'oro che trova nella sabbia dell'Orco.
Se poi andiamo più lontano nel tempo passato troviamo la leggenda del grande lago che si estendeva da Sparone fino a Voira e nel cui centro si ergevano due colline abitate da creature misteriose che impedivano agli uomini di attraversare il lago obbligandoli a risalire i fianchi delle montagne per passare da un luogo all'altro. Alla loro presenza si dovrebbero sia le successive costruzioni dei castelli che la nascita delle numerose borgate di Pont.


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