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Le Case nel Bosco

immagine ingrandita Rio Bigio in inverno nei pressi della borgata Parii (apre in nuova finestra) La media e bassa valle solcata dalle acque del Rio Bigio (l'Ariän dal Bigio), divisa tra i Comuni di Pont Canavese e Frassinetto, priva com'è di strade carrozzabili e di insediamenti ancora abitati dall'uomo, oggi rappresenta certamente un angolo di natura intatta che meriterebbe davvero di essere maggiormente conosciuto e valorizzato.
Le uniche vie di accesso a questo vallone fittamente boscoso sono costituite infatti dal sentiero che conduceva alla borgata pontese di Parj (Parìi), partendo da Raie, e dalla mulattiera detta del "punt dal Bigio", che collegava numerose borgate di Frassinetto, fino alla lontana Monteu (Muntòr) nel vallone del Verdassa, al paese di fondovalle, un tempo sede di mercati e fiere che costituivano appuntamenti irrinunciabili per la vita ed i poveri commerci dei montanari che gravitavano su di esso.
Per quanto riguarda il sentiero che dalla frazione Raie, oggi raggiunta dalla strada carrozzabile, conduceva alla borgata Parìi, attualmente lo stesso è praticabile solo nel tratto fino alle sponde del Rio Bigio, in quanto il vecchio ponte di legno che scavalcava le acque del ruscello, poco a monte della sua confluenza nel torrente Soana, è ormai da tempo scomparso.
Come, d'altronde, sono ormai consegnate all'oblio anche le stesse case di Parìi, accerchiate ed invase da rovi, edera ed arbusti, così vicine eppure irraggiungibili tra i boschi e le pareti rocciose, abbarbicate sul ripido costone della montagna che sovrasta il corso d'acqua che nasce dalla Quinzeina.
Ma anche per i due piccoli nuclei abitati posti sull'altro versante del vallone, ovvero Rùbèl e Artà, raggiungibili seguendo le tracce sempre più incerte di quella che era un tempo una delle mulattiere più frequentate dell'intero territorio pontese (la stràa dal punt dal Bigio), il destino sembra riservare null'altro che abbandono e desolazione.
Eppure Rùbèl era ancora, fino a non moltissimi anni fa, l'ultimo avamposto stabilmente abitato nella bassa valle del Rio Bigio, che ti accoglieva con l'abbaiare dei cani e con le sue vaste radure, prima fra tutti il "pràa gränd", che si stagliava netto con i suoi fieni nella distesa verde scuro dei fitti castagneti che, dalla ruggente Soana delle gole di Stroba, salgono a coprire la dorsale della montagna fino all'altipiano di Frassinetto.
Poi, negli anni ottanta e novanta dello scorso secolo, la presenza umana diventò sempre più saltuaria, fino poi a cessare del tutto, ed i prati mano a mano si arresero al bosco, che li ha ormai riconquistati pressoché interamente cancellando con essi secoli di storia e di fatiche dei montanari che, oggi, più nessuno sembra disposto a perpetuare.
La storia di Rùbèl, come quella della vicina Artà o della dirimpettaia Parìi, è dunque giunta al suo capolinea, ed un altro presidio dell'uomo nel profondo nord dei boschi pontesi è caduto per sempre.
Quindi, per chi vuole scoprire da vicino questo angolo appartato del territorio pontese prima che il tempo e l'incuria cancelli ogni traccia delle opere dei montanari, consigliamo di salire lungo ciò che resta della mulattiera del punt dal Bigio, che si stacca sulla destra dalla strada comunale per Raie circa duecento metri a monte di dove ha termine l'asfalto.
Dopo un tratto in falsopiano e due strappi più decisi si raggiunge il poggio roccioso di Spinëi , belvedere su Pont e la bassa Val Soana, poi si prosegue per un lungo tratto in piano e, dopo un'edicola votiva ancora in buono stato, si torna a salire attraversando un piccolo corso d'acqua e si raggiunge la borgata Rùbèl.
Oltre l'ormai disabitato villaggio pontese la mulattiera sale ancora nel bosco ed attraversa in diagonale quello che un tempo era un grande prato, oggi completamente invaso dagli alberi, per poi rituffarsi nel bosco di castagni e proseguire pianeggiante addentrandosi sempre più nella valle del Rio Bigio, il cui rumore delle acque si fa sempre più vicino, mentre sull'altro lato della montagna si distinguono a malapena i ruderi delle case di Parìi.
Oltrepassato con cautela qualche punto della mulattiera danneggiato in seguito alle frane causate dalle recenti alluvioni, si raggiunge infine la forra boscosa in cui sorge il punt dal Bigio, che attraversa arditamente le acque del rio omonimo.
Da qui, volendo proseguire, la mulattiera sale ripida con numerosi tornanti verso le borgate Gorla e Lupèta di Frassinetto, servite da strada carrozzabile, oppure si ritorna a valle in circa mezz'ora seguendo la strada di salita.

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