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Chiesa di San Francesco (Sec. XV)

Ciao, chi sei?
Io sono un francescano e vivevo nel Convento.

Mi piacerebbe conoscere la storia di questa chiesetta!
Te la racconterò volentieri. Prova con la fantasia a tornare indietro nel tempo alla fine del 1500. In questo luogo sorgeva un forno da pane che non era più usato dal proprietario, certo Orsino Paniero, il quale lo cedette per "scudi 46 da 9 fiorini l'uno" alla confraternita di San Francesco che intendeva costruire una chiesa ed un convento per poter ospitare dei frati che avrebbero dovuto dare assistenza alla povera gente che abitava in Pont. E a quei tempi era molta la gente povera.

immagine ingrandita Chiesa di San Francesco - Facciata (apre in nuova finestra)Che cos'è una confraternita?
Le confraternite erano associazioni di laici che mettevano il loro tempo ed il loro denaro a disposizione dei poveri e si occupavano di molte attività caritatevoli e religiose: curavano il decoro delle chiese, organizzavano le funzioni e le feste, provvedevano alle sepolture, distribuivano cibo e vestiario ai poveri, visitavano gli ammalati, provvedevano all'istruzione dei bambini della povera gente. A Pont vi erano alcune confraternite molto attive; una di esse aveva deciso di far costruire la chiesa.

E poi?
La chiesa venne costruita, ma era in misere condizioni perché vi erano pochi soldi; tuttavia nel 1620 il vescovo di Ivrea riuscì a farvi giungere un gruppo di "frati minori osservanti" appartenenti all'ordine francescano che provvidero a completare l'opera iniziata e ad erigere il convento dietro la chiesa.

Un convento?
Sì, un convento in cui erano ospitati i frati e i novizi, coloro cioè che aspiravano a diventarlo. Anche un pontese, Giovanni Battista Bonatto, originario del Truc d'ij Bunèt, fu ospite del convento di Pont prima di partire per l'Africa come missionario. La sua attività gli costò la vita: egli morì martire il 12 dicembre 1653 a Tripoli, sul rogo. Successivamente fu dichiarato Beato e ricordato in questa chiesa con un dipinto che rappresenta il suo martirio; purtroppo poco si sa di lui e la maggioranza dei pontesi ne ignora l'esistenza.

immagine ingrandita Chiesa di San Francesco - Navata (apre in nuova finestra)C'è ancora il convento?
Di tutto il complesso restano solo i muri perimetrali ed una piccola parte del porticato che girava intorno al cortiletto interno; l'edificio, diventato proprietà privata, fu adattato ad abitazione per numerose famiglie, poi gradatamente abbandonato ed in parte distrutto. Puoi invece visitare la chiesa e la piccola sacrestia.

E' piccola
In effetti ha una sola navata e su ogni lato vi sono due altari laterali: entrando a sinistra trovi quello del Martire Bonatto, di cui ti ho detto, e quello della Madonna del Carmine, la cui devozione è molto diffusa nelle nostre valli; a destra vi è l'altare di San Salvatore, un monaco che si dice avesse poteri taumaturgici, e quello della Madonna con il Bambino in braccio: tutti appartenevano a famiglie nobili o importanti del paese. Vi sono poi statue di San Giuseppe, protettore dei falegnami, di Santa Rita, di San Francesco e di Santa Chiara. Il soffitto è decorato a medaglioni. L'abside...

Che cos'è?
Il luogo dove si trova l'altare, ha una forma circolare con il soffitto a conchiglia: ha subito numerosi rimaneggiamenti, ma restano alcuni scranni usati dai monaci. L'altare originario era in legno dorato, sormontato da una scultura in legno con Cristo in croce, San Francesco e San Costanzo di cui non si ha più traccia. In sacrestia potrai ammirare due reliquiari: un'urna conteneva delle reliquie, una la "bergamina" cioè la pergamena delle indulgenze concesse dal Papa alla Confraternita. Vi è pure un curioso lavabo in pietra che sopperiva alla mancanza di acqua potabile. Sotto il pavimento vi sono dei sepolcreti utilizzati in passato per i monaci ed i membri della Confraternita. Il campanile venne costruito successivamente così come il coro.


Tratto da:
"Sui Sentieri della Val Soana - Itinerari alla scoperta della Storia e della Cultura Alpina" Autori vari - Edizioni CDA (Torino)

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