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Il comune di Pont Canavese appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

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Chiesa Parrocchiale di San Costanzo (Sec. XIII)

Nome Descrizione
Indirizzo Via San Costanzo
Telefono 0124.85134
Apertura Sempre Aperta
Tariffe Gratuito
Nel 1879, per decreto del vescovo Riccardi, San Costanzo assurse a chiesa parrocchiale di Pont. Cappella dipendente del castrum Pontis, gli atti di visita di Monsignor Palaino Avogadro ne confermano l'esistenza gia nel 1328, Demolita per vetusta, tu riedificata nel 1642.
La navata principale constava di una serie di colonne in pietra distanti 5,44 mt. l'una dall'altra da asse ad asse che reggevano la volta.
Parallelamente alle colonne si estendevano i muri perimetrali longitudinali distanti 1,63 m. dalle colonne; la lunghezza totale dal presbiterio era di 21,60 mt., 318 mq d'area interna.
Per l'improvviso incremento demografico, il pieveno Don Giacomo Carli ritenne di ampliarla, e si rivolse per il progetto all'architetto Camillo Boggio di San Giorgio, per l'esecuzione materiale al capomastro Bonino Stefano di Pont.
I lavori ebbero inizio il 13 marzo 1890.
La stabilità della volta centrale venne assicurata con archi rampanti invisibili importati su piloni incastrati nei nuovi muri perimetrali; leggere volte di quarto nascondevano questi archi rampanti coprendo ad un tempo le navate laterali. Venne abbattuto il muro centrale, erigendo in luogo due colonne sull'asse della fila di quelle preesistenti; venne innalzata ex novo una campata di volta e l'orchestra col vestibolo d'ingresso e scale d'accesso.
Una nuova tacciata, in stile medievale, sostituì l'antica; venne ripristinata la finestra centrale a croce mauriziana.
Le colonne laterali furono sostituite da nuove colonne in pietra.
L'omogeneità dei risultato finale induce a credere che la chiesa sia nata secondo quella struttura e con quello stile. Così, è ancora oggi.

Vieni che ti racconto...
Io sono un "picapere", uno scalpellino che, con gli altri, ha lavorato alla costruzione di questa chiesa utilizzando principalmente le pietre, molte delle quali recuperate proprio dalle torri.

Avete usato le pietre delle torri?
Anche quelle, ma non solo. Quella che vedi è la chiesa rifatta nel 1890 quando il pievano di allora, Don Giacomo Carli, affidò all'architetto Camillo Boggio l'ampliamento e la ristrutturazione dell'edificio sacro, costruito dopo la metà del 1600, non più sufficiente per le esigenze di culto di una popolazione in aumento e non adatta a svolgere le funzioni di parrocchiale che aveva avuto dal 1879. Mancava inoltre una canonica che potesse accogliere degnamente il parroco ed i suoi collaboratori: la stessa venne costruita contemporaneamente alla chiesa: Io però ho lavorato alla costruzione di quella precedente.

Quella costruita dopo la metà del '600?
Proprio così: ma andiamo con ordine.
Dove sorgeva un castello, dove i nobili avevano delle proprietà, vi era quasi sempre un edificio sacro che poteva essere una chiesa o una semplice cappella. Anche vicino alle torri vi era una chiesetta, fatta erigere dai Conti San Martino e dedicata a S.Costanzo, di cui parla Mon. Palaino Avogadro in un verbale di visita del 1328.

Ma non venne distrutta durante le guerre?
Probabilmente no, anche se non lo sappiamo; la chiesa parrocchiale era allora quella di S.Maria e di S.Costanzo non si hanno notizie fino al 1510 allorché l'Editto vescovile che dichiarava vacante la parrocchia di S. Maria venne affisso al muro della chiesa di S.Costanzo poiché la stessa era priva di porte.

Senza porte? Ma era molto malandata...
Sicuramente molto povera tanto che il visitatore apostolico nel 1585 la definisce "in miseria" e ordina numerosi interventi di restauro; la scarsità di fondi impedisce di effettuare i lavori necessari alla conservazione dell'edificio al punto che, nel 1637, mons. Asinari ne consiglia la ricostruzione. E' allora che entro in gioco io.

E per fare che cosa?
La chiesa fu interamente demolita nel 1642 e, tre anni dopo, il parroco Don Gabriele Perino, incaricò della ricostruzione la ditta Antonio Ronco e figli, scalpellini di Lugnacco. L'edificio venne costruito usando la pietra che deve essere tagliata e lavorata ad arte per dare stabilità e sicurezza alla costruzione: parte del materiale necessario venne recuperato da quello crollato con la distruzione delle torri, parte estratto dalla cava esistente proprio accanto alla chiesa. Il mio compito consisteva proprio nello squadrare i blocchi di pietra perché potessero essere accatastati l'uno sull'altro; era un lavoro faticoso e poco salubre perché la polvere della pietra entrava nei polmoni e creava problemi di respirazione, ma era il mio mestiere e lo svolgevo con scrupolo e competenza.


Hai lavorato qui per molti anni? Ci vollero una quindicina d'anni per ultimare la costruzione: la chiesa aveva una navata centrale e due piccolissime navate laterali, era completata dalla sacrestia e dal campanile.

Tratto da:
"Sui Sentieri della Val Soana - Itinerari alla scoperta della Storia e della Cultura Alpina" Autori vari - Edizioni CDA (Torino)

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