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Il comune di Pont Canavese appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

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L'Antica Strada della Val Soana

Nome Descrizione
Titolo Da Villanuova di Pont alle Rive di Storba
Punto di partenza Villanuova di Pont
Punto di arrivo Rive di Storba
E' davvero difficile misurare le cose del passato con il "metro" del presente, e riprova di questo l'abbiamo ad esempio con la strada provinciale che, uscita dalle ultime case di Villanuova di Pont, si innalza con due lunghi tornanti sulle ripide pendici della bassa Valle Soana.
Oggi questa strada, a torto od a ragione, sembra a molti essere inadeguata, stretta e pericolosa, ma cent'anni fa, da poco costruita (la strada giunse a Ronco nel 1893 ed a Valprato l'anno dopo), così veniva descritta da Francesco Farina nella sua famosa "Guida storico-descrittiva illustrata" sulla Valle Soana (edita nel 1909): "Scorgiamo a sinistra la strada carreggiabile, la magnifica strada tagliata a mezza costa sulla riva destra del torrente, la quale, dopo due grandi giri, superata tutto d'un fiato la riva di Stroba per correre poi, trionfalmente per la superata salita, piana fino in capo alla valle, apportatrice di ricchezza, di vita, di civiltà...", ed ancora più avanti: "Dal concentrico di Pont, passando innanzi alla Manifattura Mazzonis sulla Soana, si attraversa la frazione Villanova di Pont, dopo la quale ha subito inizio la splendida strada carreggiabile, sempre bianca ed asciutta per la qualità eccellente di ghiaia marmorea che si ottiene dalle cave calcaree di cui è ricca la montagna.
La salita è piuttosto ripida, e lo è sino alla frazione Configliacco, perché la strada, l'abbiamo già detto, si porta d'un tratto dal livello del torrente, con due giri superbi, ad un'altezza vertiginosa da cui si scorge in basso la rumorosa Soana frangersi contro i massi".
Quale contrasto tra ieri ed oggi ! Sarà pure che i tempi sono profondamente cambiati, ma sarà anche che oggi non sappiamo più accontentarci di quel che abbiamo, presi da una frenesia a volte assurda di arrivare alla mèta che spesso ci fa dimenticare il fascino del viaggio, evidenziandone soltanto i disagi e le scomodità. Eppure, per valligiani e turisti dell'epoca, forse principalmente per quest'ultimi, perché allora erano ben pochi i valligiani che potevano permettersi un viaggio "in comoda carrozza" , questa nuova strada, che pur tra allargamenti e modifiche apportate nel tempo costituisce tutt'ora l'ossatura della viabilità valsoanese, era certamente un eccezionale passo in avanti rispetto all'antica mulattiera che, dopo essersi inoltrata nelle strette gole della bassa val Soana a monte di Pont, saliva le ripide "rive di Stroba" o l'ancora più erto promontorio di Configliè, e sembrava dischiudere alla valle la possibilità di un radioso futuro turistico.
L'antica mulattiera della Val Soana, già all'inizio del secolo scorso, pur ancora ampiamente utilizzata dai montanari era dunque diventata marginale rispetto alla nuova strada, e così la descrive Francesco Farina: "Poco fuori di Pont, a destra, si distacca dalla strada maestra l'antica strada mulattiera della Valle Soana, quella descritta dal Baretti e dagli altri che ebbero occasione di parlare della valle prima del 1890: strada acciottolata e non troppo comoda che dopo aver fiancheggiato per buon tratto la Soana e il canale della Manifattura di Pont, oltrepassato il fabbricato della Manifattura medesima adibito ad officina per luce e forza elettrica, fa d'un tratto la salita del promontorio di Configliacco con molti zig-zag... che sufficientemente stancano il povero viaggiatore, il quale preferisce ritornare sulla comodissima strada provinciale". E proprio il prof. Martino Baretti, illustre geologo ed alpinista, citato dal Farina nella sua "guida", nel 1876 così descriveva il primo tratto dell'antica strada che conduceva in Valle Soana: "...infiliamo la Valsoana. Castagni, noci, orti, giardini, case, casupole, capanne allineate a fianco della mulattiera: sotto di noi l'irrequieta Soana che mugge contorcendosi fra sassi enormi; sulla sinistra sponda rocce fantastiche stupendamente illuminate dal sole declinante. La via guadagna con numerosi giri il sommo della riva di Stroba, ed anche noi guadagniamo il sommo, ma dopo diversi alt ed un'abbondante traspirazione.
Pendici erbose, belle masse di castagni, qualche conifera; la Soana è ora a grande profondità sotto di noi, ove si arrabbia contro le basi delle accigliate rupi della sua sponda sinistra".
Da allora è passato più di un secolo, e se il paesaggio umano è profondamente cambiato in seguito allo spopolamento della montagna ed all'abbandono di molti villaggi alpini, al tramonto dell'agricoltura e della pastorizia ed al conseguente inselvatichimento di prati e boschi, tornare a ripercorre il primo tratto dell'antica mulattiera della Val Soana, oggi diventato una strada sterrata carrozzabile fino alla centrale idroelettrica di Stroba, resta pur sempre un emozionante viaggio in un ambiente naturale selvaggio e suggestivo, accompagnati dal quieto rumoreggiare delle acque del vicino torrente Soana che, quando è gonfiato dalle piogge, si trasformano in un potente e schiumoso rombo di tuono.

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